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Soft Secrets: Sconfiggere il calore
Come affrontare lo stress da acqua e da calore
Lo stress da acqua e da calore, così come le infestazioni, può rallentare lo spettacolo della vostra coltivazione fino a farlo assomigliare a una nuotatina in acqua calda. Tutti gli anni, i coltivatori più bravi sembrano scordare le calde giornate estive. Spesso i sintomi di stress da calore sono lievi e i coltivatori meno esperti noteranno il danno subìto quando ormai è troppo tardi. Capire quel che avviene all’interno delle piante vi aiuterà a risolvere molti problemi legati al calore prima che provochino dei rallentamenti della crescita botanica. Abbinando queste informazioni alla conoscenza dei microclimi, sarete in grado di tenere il vostro giardinetto, sia indoor che outdoor, più fresco di alcuni gradi. In parecchi casi, bastano pochi gradi di differenza a far aumentare sostanzialmente i raccolti.
Quando fa caldo, cambiano i processi interni alla pianta. Quando la temperatura esterna è di 20 gradi centigradi, la temperatura interna alle foglie è di circa 5 gradi in più. La temperatura può salire, all’interno della superficie della foglia, fino a 10 gradi in più che all’esterno della superficie della foglia. Quando la temperatura aumenta, le piante impiegano molta più acqua per restare fresche. Il conseguente aumento nel consumo di acqua mette sotto stress tutti i sistemi vegetali. Quando non si interviene per alleviare tale affaticamento, la crescita rallenta notevolmente e le piante risultano più vulnerabili nei confronti di malattie e infestazioni.

Un tetto di plastica per bloccare un po’ del solleone e mantenere più fresche le piante su questo terrazzo. Il coltivatore ha lasciato un passaggio per l’aria sotto il tetto per consentire all’aria di circolare, un altro modo per mantenere fresco il suo giardinetto.
Le piante di cannabis portano l’acqua al fogliame facendola salire dalle radici. L’acqua serve a raffreddare i tessuti vegetali e a trasportare le sostanze all’interno della pianta. Dei pori minuscoli sulla parte inferiore delle foglie, chiamati stomi, si aprono e chiudono regolarmente per far passare il flusso di acqua che viene rilasciata sotto forma di vapore acqueo. Tale traspirazione tiene fresche le piante, in modo simile al modo in cui gli esseri umani si raffreddano quando sudano. Le piante usano la stessa quantità di fertilizzante rispetto a prima dell’arrivo del caldo, ma usano più acqua. In molti casi il consumo di acqua raddoppia quando si coltiva in contenitori all’aperto o in una stanza calda al chiuso. Questo cambiamento a livello di consumo idrico può spesso causare dei problemi molto gravi, sia al chiuso che all’aperto.
Se si aggiunge un po’ di vento, aumenta rapidamente il consumo di acqua dovuto alla traspirazione. I terrazzi sui tetti e i giardini a terrazzo sono i più soggetti alla perdita di liquidi causata dal vento. In molti casi i coltivatori indoor aumentano la circolazione dell’aria e la ventilazione per cercare di raffreddare le piante. Una maggior ventilazione e circolazione di aria aiuta le piante a restare fresche nelle giornate calde. Provoca anche un maggior consumo di acqua da parte delle piante.
L’aria trattiene più umidità quando sale la colonnina di mercurio, il che provoca una diminuzione dell’umidità relativa. Una minore umidità relativa, a sua volta, fa sì che le piante traspirino più umidità e impieghino più acqua. Anche i contenitori e i mezzi di crescita stessi usati per la coltivazione, quali acqua o terra, tendono a restare più caldi quando il clima è caldo. I processi chimici avvengono più rapidamente in mezzi da coltivazione caldi e viene utilizzata una quantità superiore di acqua. Una volta che la temperatura aumenta al di sopra dei 25-30 gradi, la crescita rallenta rapidamente. All’aperto, oppure al chiuso con lampade HID, le temperature dei contenitori possono superare facilmente i 30 gradi. Un contenitore su un balcone caldo può andare facilmente oltre i 30 gradi, anche più, in meno di mezzora di sole pieno. Le temperature così elevate cuociono letteralmente le radici. Una volta cotte, le radici non riescono ad assorbire acqua e sostanze nutritive, sebbene vi sia abbastanza acqua nel mezzo di coltivazione. Le radici morte incominciano immediatamente a marcire e invitano parassiti e malattie. Una volta cotte, ci vogliono alcune settimane perché le radici ricrescano, a patto che si trovino in condizioni perfette.
Quando aumenta il consumo di acqua, il consumo di fertilizzante rimane pressoché invariato. È importantissimo diminuire la concentrazione di fertilizzante adesso, per evitare che i sali alimentari si accumulino nel terreno. Quando avviene un accumulo di sali alimentari, diminuisce la capacità delle radici di estrarre acqua per osmosi dal terreno. Effettivamente, la capacità delle radici di estrarre acqua dal terreno diminuisce proporzionalmente all’accumularsi di sali tossici. Più un terreno o un ambiente idroponico è eccessivamente fertilizzato, meno le piante riescono ad assorbire l’acqua.
Per evitare l’accumulo tossico di nutrimenti nel terreno, diluite la concentrazione di fertilizzante secondo le specifiche del fabbricante. Inoltre lasciate uscire dal fondo del contenitore almeno il 20 percento dell’acqua ogni volta che annaffiate. Il venti percento vuol dire un sacco d’acqua, ma dare abbastanza acqua, in modo che ne defluisca a sufficienza dai contenitori, vi risparmierà moltissimi problemi più avanti. Considerate l’elenco di problemi descritti qui sopra e capirete che un’annaffiatura insufficiente può derivare da svariati fattori contemporaneamente. Quando si vengono a sommare tutti quanti, il loro effetto è una sinergia che provoca il ritardo di crescita della pianta.
Quali sono i sintomi dell’affaticamento da calore? Se dite che le piante avvizziscono, avete indovinato! Tuttavia, una volta che le piante iniziano ad avvizzire, il danno è già inoltrato. Alcune lievi differenze compaiono prima. Il primo sintomo – un ridotto passaggio di liquidi dovuto alla carenza d’acqua – si manifesta all’interno della pianta e non è visibile. Il primo segno esterno di disidratazione del tessuto vegetale si nota dalle punte delle foglie, che si rivolgono leggermente verso l’alto. Le punte delle foglie si girano un po’ verso l’alto perché è in quel punto che perdono più rapidamente i liquidi. Quando le foglie non hanno liquidi a sufficienza per traspirare, le punte cercano di espellere la maggior quantità possibile di acqua. Tuttavia, anche un eccesso di potassio (K) può far sì che le foglie si rivolgano verso l’alto. La tossicità del potassio è difficile da diagnosticare perché solitamente è mischiata a sintomi da carenza di altri nutrienti. Un eccesso di potassio ostacola e rallenta l’assorbimento di magnesio, manganese e talvolta di zinco e ferro. Cercate di individuare i sintomi di accumulo di potassio quando compaiono dei sintomi di carenza di magnesio, manganese, zinco e ferro. Tali sintomi compaiono normalmente dopo che le piante. Sono sintomi che normalmente compaiono dopo che le piante hanno risentito della carenza di acqua.

Piantare in un punto ombreggiato serve a mantenere le piante al fresco quando fa caldo. Sebbene questa pianta riceva meno luce e sia cresciuta di meno, ha prodotto della buona erba.

Una volta che le piante hanno sviluppato un bel fogliame, i contenitori sono più protetti dalla calda luce solare, che friggerebbe le radici ostacolando la crescita.
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